Ed eccoci qui, avanti ad una tastiera, con quel senso di "dovere scrivere qualcosa" che non è la prima volta che provo nella mia vita.
Scrivere è sempre stato qualcosa che mi affascina e che mi piace, mi da una qualche soddisfazione che si perde in non so più quale strano senso di appagamento decisamente e discretamente autoreferenziale.
Autoreferenziale ... si ... perchè questa e' la prima volta che decido di scrivere qualcosa in una forma pubblica, in una forma che mi mette in discussione, che fa si che il battere delle dita su questa tastiera sia "ufficiale" e non più celato in quei cassetti e in quei quaderni che mai ti va di fare vedere a qualcuno e anzi, ne neghi con forza l'esistenza.
"Potrei scrivere un blog" ... questo pensiero mi è balzato in testa decine e decine di volte, ma poi sono sempre stato frenato dall'idea di doverlo mostrare, condividere. Frenato dall'idea che in qualche modo la sua stessa esistenza mi privi della sincerità che mi piace mettere in quello che scrivo ... che l'essere letto da qualcuno che magari mi conosce e che si aspetta di leggere quello che serve per riconoscere il "solito me" mi limiti, mi costringa in dei temi, in dei tempi. La verità è che io voglio essere libero di scrivere un po quello che mi pare e mi piace senza che questo vi debba interessare.
Se qualcuno, anche solo uno mi troverà argomento interessante di lettura io sarò una persona felice, ma se io dovessi pormi l'interesse da suscitare come motivo per cui muovere le mie falangi già so che vivrei un blocco immediato.
Per cui eccomi qui in tutta la mia follia e il mio scrivere senza volere essere visto, ma volendo vedere.
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